Riteniamo utile partecipare al dibattito riguardo il nuovo Ospedale di Verduno col presente contributo, anche sollecitato da alcuni nostri associati. Il fatto che Bra ed Alba necessitino, entrambe, di strutture ospedaliere moderne è fuori discussione. Il progetto di crearne una sola per entrambe si presterebbe già a forti obiezioni, che non è questa la sede – né il momento – di esporre. Ma il punto fortemente criticabile fu a suo tempo la scelta del sito, quella che alcune settimane fa dalle pagine di Gazzetta d’Alba l’Osservatore ( peraltro molto bene informato su questi fatti…) arrivava a definire “non molto felice”. A nostro avviso la definizione appropriata dovrebbe essere invece DEMENZIALE, e – assumendocene tutte le responsabilità derivanti- desideriamo spiegarne i motivi. L’ultimo in ordine di importanza , seppure costituisca la missione del nostro Osservatorio, è l’aspetto paesaggistico: non stupisca quindi che turisti stranieri restino giustamente scandalizzati da come si sia potuto costruire un’opera di quei volumi in quella posizione. Viene poi la componente finanziaria perché, com’è noto, la sistemazione idrogeologica del sito ha richiesto costi immensi che si sarebbero potuti risparmiare adottando un’ubicazione più idonea anche nelle vicinanze:questo elemento non può essere catalogato che nel capitolo degli sprechi di pubblico danaro ma è, ahimè, ormai irreparabile. Dove invece è ancora possibile intervenire è l’aspetto logistico dell’accessibilità del futuro nosocomio. A tale proposito il 10 novembre scorso negli uffici provinciali distaccati di Roddi si è tenuto un incontro nel quale i tecnici progettisti hanno esposto ai convenuti – una trentina di persone – la soluzione scelta: la nuova strada che affiancherà la borgata Toetto per salire al nuovo ospedale. La riunione era stata aperta dal vicepresidente provinciale Avv. Rossetto con un intervento di trenta secondi (“Buon pomeriggio, vi presento gli ingegneri che illustreranno il progetto, arrivederci….”) che poi, defilandosi immediatamente, si era sottratto a qualunque possibile confronto. I presenti non hanno quindi potuto fare altro che prendere atto delle argomentazioni strettamente tecniche esposte dai progettisti (vincoli esistenti, imposizioni della Regione ecc) atte a dimostrare l’impossibilità di altre soluzioni. Così, per un tratto di strada di 1.400 metri, si prevede una spesa minima stimata di 10.576.000 € ,impattando in modo pesantissimo su suoli agricoli di pregio. Per lo scrivente Osservatorio né il metodo né il merito di questo progetto sono accettabili: ci attiveremo affinché il “peccato originale” della scelta del sito non se porti dietro un secondo, anch’esso costosissimo e privo di funzionalità, del collegamento stradale. Presenteremo quindi nei termini previsti un’opposizione al progetto fornendo indicazioni su alternative meno costose, meno invasive, meno problematiche che a nostro avviso sono state frettolosamente accantonate.