Una delegazione dell’Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero, composta da Silvio Veglio, Gino Scarsi, Franco Bartocci e Mario Balocco, è stata ricevuta presso la Sala Rossa della Provincia di Cuneo dal vice presidente, Beppe Rossetto, lunedì 28 febbraio.

I quattro membri dell’Associazione, a nome anche delle 20 consorelle aderenti, hanno consegnato a Rossetto una petizione con la firma in calce di circa 500 cittadini che si oppongono alla realizzazione di un grande impianto fotovoltaico a Monesiglio e Montezemolo. Tale progetto è stato presentato in forma definitiva in Provincia lo scorso 22 febbraio e interessa un’area di oltre 40 ettari. Questa distesa di pannelli solari verrebbe ad insistere in zone collinari ad alto contenuto paesaggistico e prevede a regime la produzione di oltre 20 gigawattora di energia elettrica all’anno, facendone, se realizzato, uno dei maggiori in Italia. Il progetto verrà ora sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale, esaminato alla luce delle recenti Linee Guida nazionali e regionali in materia di energie rinnovabili e confrontato con le osservazioni che perverranno alla Provincia entro sessanta giorni dalla pubblicazione sull’Albo pretorio provinciale. Nel corso dell’incontro, i rappresentanti dell’Osservatorio hanno riaffermato le posizioni  di tutte le Associazioni aderenti in materia di utilizzo della tecnologia fotovoltaica: da incentivare per tutti gli insediamenti su aree già edificate e da impedire ai grandi impianti su suoli liberi, funzionali unicamente alla speculazione da parte di pochi soggetti ma con ricadute ambientali negative sull’intera collettività.
Per ovvie ragioni di vicinato, ho posto alcune domande a Mario Balocco, monesigliese membro dell’Osservatorio e portavoce del Comitato spontaneo “Valbella-Monesiglio”.
«Che riflessi negativi potrà avere l’eventuale impianto a San Martino sul territorio di Monesiglio e più in generale di questa parte della Valbormida?». Risponde Balocco: «Mi stupisce il fatto che personaggi politici locali, anche di spicco, si battano con tutte le loro forze, e aggiungo giustamente, per agganciare questa nostra parte di Langa al progetto della tutela da parte dell’Unesco e poi non si rendano conto dell’immane danno ambientale che deriverebbe dalla costruzione del fotovoltaico a San Martino. E questo senza prendere in considerazione i danni futuri, creati dalla presenza perenne dell’impianto anche dopo la cessazione della sua attività produttiva». La conversione in legge del decreto “Mille proroghe” ha portato fra le altre novità anche una riduzione degli incentivi per gli impianti fotovoltaici. Credi che la cosa possa tornare utile alle vostre istanze?. Mario Balocco replica così: «É chiaro che, considerato che il business del fotovoltaico sta in piedi solo in funzione degli incentivi statali, ogni riduzione di questi ultimi non può che andare nel segno di ridurre drasticamente il proliferare di questi impianti dall’incerto rendimento economico, ma dal certo impatto negativo a livello ambientale e paesaggistico».
Nelle foto, la delegazione dell’Osservatorio con il vice presidente Rossetto e  la simulazione di come si presenterà l’impianto di San Martino.

RO.PO.

Articolo comparso su “L’Unione Monregalese”