Vorremmo ringraziare quanti hanno contribuito alla perfetta riuscita della mostra “FOTOGRAFIAMO IL PAESAGGIO ” tenutasi ad Alba dal 4 al 17 dicembre. Un grazie sentito al Sindaco Avv. Marello che ha voluto onorare con un suo intervento l’apertura della manifestazione nel convegno inaugurale in Sala Beppe Fenoglio, l’Assessore Dott. De Giacomi ed alcuni componenti del Consiglio Comunale. Un ringraziamento particolare al Direttore Generale Dott. D’Agostino che con rara sensibilità si è prodigato per trovare, tra le varie possibili, la soluzione ottimale del locale espositivo nel coro della Chiesa della Maddalena. Un vivo ringraziamento anche a tutti i numerosissimi visitatori, che con la loro presenza, al di là di ogni aspettativa, hanno osservato le immagini esposte.

Ma ben oltre l’aspetto numerico peraltro rilevante (1.988 visitatori registrati!) il nostro ringraziamento va agli apprezzamenti e agli incoraggiamenti che abbiamo ricevuto da moltissime persone per esserci fatti interpreti di un sentire comune, silenzioso ma che oggi scopriamo essere intenso: la questione del PAESAGGIO è nel cuore di moltissime persone. La mostra, in effetti, ha avuto il pregio di rappresentare in poche decine di metri quadrati la realtà di uno vasto Territorio – Alba, Langhe e Roero – che ha caratteristiche Paesaggistiche uniche ma è pieno di contraddizioni e, a volte, di ferite inferte dalla miopia dell’uomo.

I dibattiti scaturiti dalla visione delle 75 immagini esposte, sia nel pomeriggio di apertura del 4 dicembre che nella serata di sabato 11 con la proiezione del film “IL SUOLO MINACCIATO”, hanno messo a nudo alcuni problemi sui quali l’Osservatorio , da tempo, invita gli Amministratori a riflettere.

Il più importante è il seguente: tra il 1990 e il 2000 in Italia sono stati ricoperti di cemento e di asfalto 3,5 milioni di ettari di terreno inedificato: una superficie superiore a quelle del Lazio e dell’Abruzzo sommate.

Sono dati dell’ISTAT che, rapportati al periodo temporale preso in esame, conducono alla impressionante quota di 235.000 ettari di terreni agricoli cancellati ogni anno, cioè 640 ettari al giorno! In Germania, che ha una superficie maggiore del 20% rispetto al nostro Paese, dal 1998 una precisa disposizione governativa limita il consumo annuo di territorio libero a 11.000 ettari. Un ultimo dato: in Gran Bretagna la superficie occupata da nuovi insediamenti residenziali deve collocarsi per il 60% su aree già edificate e urbanizzate. A fronte delle crude cifre citate, è bene sottolineare che in Germania la crescita economica risulta ben più solida che in Italia per molti motivi, ma anche perché si fonda su tanti altri comparti che non la sola edilizia.

In Italia non esiste, come in quasi tutti i Paesi Europei, una programmazione – né tantomeno un limite – sull’uso del Consumo di Suolo. Il nostro Paese ha il più basso tasso di crescita demografica ma nello stesso tempo il più alto tasso di crescita edificatoria. Ma non è solo un problema di “quanto” ma anche di “come” : Francia, Germania, Spagna per non parlare dell’Inghilterra, hanno saputo dare ordine allo sviluppo concentrando in aree dedicate comuni le attività produttive, evitando la disseminazione indiscriminata di costruzioni sui terreni agricoli. Tutto questo è ancora più esasperato a livello locale nel nostro Territorio, spezzettato in tanti piccoli Comuni ognuno dei quali persegue unicamente i propri obiettivi incurante dell’aspetto globale: ognuno vuole la propria area artigianale o industriale, il proprio centro commerciale, magari anche il piccolo, purchè autonomo, centro sportivo.

E tutto questo incide in modo pesantissimo – come la Mostra ha evidenziato – non solo sull’integrità del Paesaggio: vi sono infatti pesanti ricadute anche sulla competitività dei singoli comparti – di prodotti o di servizi – che non possono beneficiare di economie di scala .

Infine, oltre alla tematica sempre più attuale della necessità di contenere il consumo di territorio e in particolare di suolo agricolo fertile, non può essere dimenticato il valore rappresentato dal Paesaggio anche dal punto di vista economico:un numero sempre crescente di turisti viene in Langa e Roero, richiamato dalle eccellenze enogastronomiche e si aspetta di trovarsi in un Paesaggio attraente ed all’altezza dei suoi prodotti. Continuando a lottizzare i terreni, a costruire senza discernimento villette e capannoni anche vicino ai vigneti DOCG, si vanificherà il duro, prezioso lavoro di generazioni.