LA QUESTIONE DELLE FONTI ENRGETICHE RINNOVABILI
L’O.d.P. ,attivato dalle Associazioni aderenti e da numerosi privati cittadini,é chiamato ad esprimere una posizione in materia di energie rinnovabili, argomento che – anche sul nostro Territorio – è di strettissima attualità. Le considerazioni emerse nel corso delle Assemblee Associative ed in sede di Direttivo sono riassunte nei punti seguenti e intendono costituire un contributo alla discussione su un argomento molto complesso e della massima importanza.
BIOMASSE :Il progetto presentato dalla Vigolungo spa di Canale per una centrale di generazione a biomasse ha sollevato forti perplessità ed opposizioni da parte degli abitanti del Roero. Senza addentrarci in questioni tecniche ci limitiamo a considerazioni generali basate su esperienze pratiche di altre realtà che possono contribuire a fare chiarezza sulla materia.
E’ necessario innanzitutto premettere che le centrali a Biomasse alimentate da legnami di provenienza boschiva, sia a combustione che a gassificazione, garantiscono tassi di emissione in atmosfera assolutamente inferiori ai parametri stabiliti in sede Europea. Lo testimonia anche la loro larghissima diffusione in Trentino Alto Adige, regione notoriamente sensibile a tutte le problematiche ambientali e paesaggistiche, dove ne sono in funzione oltre cinquanta, di varie dimensioni. La prima, quella di Dobbiaco-San Candido, è attiva dal 1995 con una potenza nominale di 14 Megawatt termici per il teleriscaldamento ed di 11 milioni di kilowawattora elettrici venduti ai gestori di rete. La larghissima diffusione di tali impianti è dovuta essenzialmente a due fattori , che vanno considerati requisiti essenziali :
1) la copertura boschiva dell’Alto Adige rappresenta il 42% dell’intera superficie. Questo garantisce che il materiale immesso in combustione sia costituito prevalentemente da cippato derivante dalla ceduazione dei boschi ed in minima parte da sfridi di lavorazione ( segherie, mobilifici). Pertanto ogni centrale preleva localmente in un raggio estremamente limitato ( attivando anche la microeconomia legata alla forestazione che, grazie alle biomasse, ha subìto una forte rivitalizzazione)
2) Le centrali a Biomasse trentine sono costituite da Cooperative o Consorzi di interesse pubblico che non hanno fini di lucro. L’energia termica trasmessa alle migliaia di utenze ( Uffici pubblici, Scuole, alberghi, abitazioni private ecc ) è venduta ” al costo” e non al valore di mercato. In questo modo tutta la collettività beneficia economicamente delle centrali in quanto il prezzo del kilowattora termico è inferiore del 40 – 50 % rispetto a quello precedente ottenuto da fonti tradizionali.
In assenza di tali condizioni, che noi riteniamo assolutamente imprescindibili, una centrale a Biomasse nel Roero è a nostro avviso un progetto che non da né garanzie nè benefici alla collettività. Conseguentemente non possiamo che appoggiare la popolazione del Roero nella sua opposizione al progetto. L’Azienda proponente, per le sue più che legittime necessità di contenimento dei costi energetici , potrà scegliere tra altre opzioni che le tecnologie, in vari settori, rendono oggi disponibili e dimensionando il progetto solo sui propri fabbisogni.
EOLICO: altra questione che, di tanto in tanto, si ripresenta in Alta Langa
e sulla quale l’Osservatorio si era già pronunciato anche attraverso le pagine di “Gazzetta” ( novembre 2008). La produzione di energia elettrica tramite generatori eolici è conveniente solo se la ventosità media è di almeno 5,5 metri al secondo ( 20 km all’ora) per almeno 1.800 ore all’anno.
In generale le migliori performance delle turbine eoliche si ottengono vicino alle coste, lungo crinali montuosi in quota o in aree interne con
basse rugosità del terreno, in ampi spazi aperti e pianeggianti privi di ostacoli. In Italia si trovano condizioni favorevoli lungo le coste meridionali e nelle isole. (la stessa ENEL sta privilegiando da alcuni anni sui parchi eolici “offshore” per le condizioni di vento ottimali e per ridurre l’impatto ambientale). Per quanto riguarda il Piemonte non esistono siti che garantiscano il raggiungimento di tali valori e, con essi, la redditività di un generatore eolico di media-grande taglia. Ma nonostante questo la pale eoliche minacciano le nostre colline : oltre ad alcuni impianti realizzati( e non funzionanti ) o in fase di progetto avanzato, è probabile l’insediamento di un nuovo parco eolico a Bric Puschera, nel Comune di Serole ( Asti).Tutto questo perché , prima ancora che di energia, le pale possono diventare potenti generatori di business a prescindere dalla loro effettiva produttività. Esistono diverse possibilità di accesso a finanziamenti in conto capitale e a tassi agevolati, soprattutto per le zone depresse, che fanno gola agli speculatori e ai grandi gruppi stranieri. Sono anche previsti meccanismi contabili estremamente vantaggiosi uniti al fatto che il kilowattora prodotto ed il valore dei “Certificati verdi” per l’eolico sono di gran lunga più vantaggiosi che negli altri Paesi europei. Per questo nei report delle grandi Banche d’Affari l’Italia, per il business dell’eolico, è vista come la nuova frontiera, la “penisola del tesoro”.
E’ quindi necessario che le Amministrazioni dei piccoli Comuni dell’Alta Langa non si prestino al gioco evitando di svendere il loro Territorio in cambio di qualche incerto introito.
FOTOVOLTAICO:l’energia elettrica prodotta tramite il sole è la più pulita e, grazie al decreto interministeriale 19/2/2007 che ne ha ridefinito gli incentivi, anche molto economica. Esiste il problema dell’impatto visivo e del consumo di suolo dei pannelli qualora posti a terra ,relativamente al quale non esiste una normativa chiara ed uniforme a livello di Regioni, Provincie e Comuni. Indipendentemente da questa la posizione dell’O.D.P sull’argomento è molto chiara. Il fotovoltaico deve essere :
- fortemente sviluppato, sia per utenze pubbliche che private, su tutte le aree già occupate e compromesse : coperture dei capannoni industriali, tetti di case e condomini ( con l’ovvia esclusione degli edifici di pregio e dei centri storici) , lungo le autostrade ,sulle falde dei parcheggi coperti, sulle nuove costruzioni con coperure realizzate da tegole fotovoltaiche.
- incoraggiato su suolo libero solo per utenze domestiche private purché
dimensionato ai fabbisogni di autoconsumo.
- impedito su suoli agricoli liberi per impianti di grandi dimensioni
destinati esclusivamente alla produzione per vendita al gestore.
Anche nel fotovoltaico, come per l’eolico, sono in agguato gli “sviluppatori” : fungendo da intermediari nei confronti di grandi aziende produttrici di tecnologia fotovoltaica chiedono ai Comuni autorizzazioni per impianti di grandi dimensioni per poi rivendere il pacchetto”chiavi in mano” (terreno acquistato a prezzi irrisori con relative autorizzazioni) con guadagni ingenti. Il caso riportato cui si fa cenno nell’ultimo numero di “Gazzetta” relativo al Comune di Monesiglio rientra esattamente in questa tipologia di interventi. E’ in atto un tentativo da parte di una piccola società del monregalese di accaparrarsi un’area di circa 200.000 metriquadrati,(oltre 50 giornate piemontesi) ipotizzando incautamente espropri dei terreni con i proprietari non disposti alla cessione, per poi rivendere il “pacchetto” a qualche grossa azienda del settore ( se tutta l’area richiesta venisse coperta da pannelli si tratterebbe di un’operazione da 40 -45 milioni di euro). Altrettanto incautamente il Comune ha deliberato in senso positivo a favore del progetto che,qualora realizzato, stravolgerebbe il Paesaggio locale in modo drammatico .L’Osservatorio. presenterà nelle opportune sedi istituzionali le proprie osservazioni finalizzate a impedire questa ennesima speculazione che porterebbe vantaggio esclusivo ai soggetti attuatori e danno all’intera collettività.
GEOTERMIA: è una forma di produzione energetica da molti anni largamente diffusa nei Paesi del Nord Europa che in Italia, viceversa, è solo da tempi recenti conosciuta ed applicata. Valutiamo la Geotermia in modo estremamente favorevole e da incoraggiare in quanto :
- assolutamente priva di consumo di suolo ed esente da impatto visivo
- economicamente vantaggiosa ( gli impianti geotermici usufruiscono della detrazione fiscale del 55% recuperabile in 5 anni)
- ambientalmente positiva: con le moderne “pompe i calore” si producono
oltre 4 kwh termici spendendo 1 solo kwh elettrico ottenendo quindi una buona riduzione di emissioni ( il geotermico abbinato al fotovoltaico rappresenta il miglior utilizzo possibile, soprattutto su media-piccola scala, delle fonti rinnovabili)
IL PROBLEMA DELLE FONTI RINNOVABILI SU SCALA NAZIONALE : l’Italia continua a perdere terreno rispetto agli altri Paesi Europei. Ad oggi il ricorso alla produzione di energia “pulita” è la seguente:
Germania 16.629 megawatt installati, Spagna 8.263, Danimarca 3.124, Italia
1.266. Rispetto agli impegni assunti relativamente al protocollo di Kyoto l’Italia deve ridurre già entro il 2012 le emissioni di CO2 del 6,5 % rispetto al 1990, ma la situazione al 2010 è invece di un aumento del 13% ( fatto che costerà al nostro Paese parecchi miliardi di euro di sanzione).
La politica energetica italiana può essere efficacemente sintetizzata dalla dichiarazione agghiacciante di un ministro della Repubblica -Renato Brunetta – il 12 marzo scorso a Cernobbio in un suo intervento al Forum di Confcommercio “Rinnovabili ? Roba da tedeschi……Sventoloni e pannelli solari dal punto di vista scientifico sono ‘pippe’ a costi inaccettabili che contribuiscono in modo marginale al fabbisogno energetico del Paese. A guadagnarci è solo la Germania che produce ‘pippe’ per chi compra le ‘pippe’…” Pur non ricorrendo alla stessa eleganza semantica altri ministri – Scajola e Tremonti – si sono già espressi più volte nello stesso senso attivando anche provvedimenti precisi per disincentivare le rinnovabili . ( dal 2011 gli incentivi per il conto Energia subiranno una drastica riduzione). L’ Italia sta quindi andando nella direzione opposta di quanto sarebbe indispensabile fare e di quanto, saggiamente, fanno altri Paesi europei, nei quali si incoraggia la micro generazione: le Amministrazioni locali, le comunità, le famiglie, il singolo individuo sono educati ed incentivati a produrre energie non più attraverso combustibili fossili ma da fonti rinnovabili. E questo ha creato un nuovo, potentissimo volano che potremmo definire “ECOLOMIA” , dal quale tutti traggono vantaggio sia economico che ambientale. In Italia invece “il sistema” privilegia, anche in campo energetico, le “grandi opere”: queste concentrano grandi flussi finanziari, grandi affari ( e talvolta malaffari). Un impianto di generazione che produca in un anno 10 milioni di kilowattora è quindi preferibile, in questa logica, ad una produzione diffusa di 1.000 piccoli impianti da 10.000 kilowattora ciascuno alimentati da fonti rinnovabili. Il secondo caso infatti costituisce un insieme incontrollabile di rivoli economici non funzionali al “sistema”. Queste considerazioni potranno sembrare affette da qualunquismo ma i segnali ed i fatti concreti che osserviamo ci paiono inequivocabilmente convergenti sulle nostre supposizioni. L’Osservatorio, al contrario, non può che essere assolutamente favorevole a tutte le forme di produzione di energia da fonti rinnovabili, che devono essere fatte conoscere,incentivate e diffuse nel modo più vasto possibile . Produrre energia senza inquinare è assolutamente necessario e doveroso . E’ però indispensabile, e possibile, farlo non in modo indiscriminato , scegliendo tra le varie metodologie ,caso per caso, quelle che consentono un giusto rispetto per il Paesaggio.