Il complesso e tormentato iter per la definizione delle zone da proporre alla “Candidatura Unesco” è giunto all’ultimo atto, almeno per la parte di competenze regionali, con la riunione del 19 novembre scorso tenutasi presso la sala della Resistenza del Comune di Alba. Ora il dossier passa al Ministero dell’Ambiente che potrà ulteriormente modificare la perimetrazione, e se ciò avverrà, sarà –purtroppo- nel segno di ulteriori contrazioni.

L’Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero ha seguìto con estremo interesse l’intero percorso della pratica, pronunciandosi fin dall’inizio in modo favorevole nei confronti di tale progetto, probabilmente ultima occasione per introdurre sul Territorio una visione d’insieme e nuove regole per il governo dello sviluppo del medesimo.

Prendendo lo spunto proprio dall’incontro del 19 novembre scorso e da quanto, in relazione ad esso, pubblicato da “Gazzetta” sul numero 44 del 24 u.s. A firma M.V. a titolo “ ESCLUSIONI – Paesaggio da tutelare in ogni modo “ l’O.D.P desidera proporre alcune considerazioni:

Condividiamo l’amarezza e la delusione di alcuni Sindaci che pur avendo deliberato favorevolmente per l’adesione dei loro Comuni, hanno visto ,proprio nelle fasi conclusive, i loro territori depennati dalle cosiddette “core zones”. Ci auguriamo anche che il loro tentativo in extremis, tramite istanza diretta al Ministero, abbia esito positivo. Ma non possiamo non riflettere sul perché tali esclusioni siano potute avvenire. Prendiamo lo spunto dal Comune di Trezzo Tinella , come riportato nell’articolo citato, che può servire da esempio. I lettori più attenti di Gazzetta ricorderanno come proprio da queste pagine si sia scritto molto e negativamente sulla famosa villa bianca di Cappelletto (tristemente nota come “dentiera”, costruzione in perfetto stile Beverly Hills messa in bella vista su un bricco, visibile da decine kilometri di distanza). Oppure, sempre nello stesso Comune, la più recente lottizzazione del Boscasso che ha deturpato uno degli angoli più suggestivi della zona con costruzioni di tre piani che assolutamente nulla hanno a che vedere con l’ambiente di Langa. Queste cose non dovevano essere fatte, o comunque, non in quel modo. Non si può lasciare mano libera a qualche progettista in vena di stravaganze, né si deve confondere l’interesse di un singolo con quello della collettività.

Ora che il Sindaco signor Viazzi si stupisca dell’esclusione del suo Comune perché “è stato adottato un regime edilizio molto più restrittivo rispetto ad altre realtà…” risulta, francamente, singolare. Chi ha seguìto il percorso della Candidatura Unesco – ed i sindaci lo sanno perfettamente! – ha appreso nel corso delle numerose riunioni che le Commissioni incaricate di definire la perimetrazione hanno studiato a fondo LA REALTA’ ATTUALE, sia da un punto di vista visivo che con analisi accurate dei piani Regolatori e Varianti in essere. Quindi, nel caso di Trezzo, il fatto che siano state (finalmente!) attivate restrizioni nel Regolamento Edilizio Comunale appartiene alle buone intenzioni FUTURE, che non cancellano però gli errori/orrori del passato, commessi peraltro in contrasto con numerose normative Regionali in materia.

Questo di Trezzo, ripetiamo, non è che uno dei numerosi casi analoghi sul Territorio di Langhe e Roero, citiamo a semplice titolo di esempio, i casi di Treiso, di Manera (Comune di Borgomale e Benevello), di Grinzane e dell’intero Roero. (che, se entrerà nella perimetrazione Unesco, sarà per limitatissima superficie). Il nostro Osservatorio si batte da anni affinché cresca nell’opinione pubblica e nelle Amministrazioni locali la consapevolezza di quanto stabilito nella Convenzione Europea del Paesaggio, sottoscritto a Firenze anche dal Governo Italiano nell’ ottobre del 2000:

“…il Paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale e costituisce una risorsa favorevole all’attività economica, e che, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato, può contribuire alla creazione di posti di lavoro… esso rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, e che la sua salvaguardia, la sua gestione e la sua pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo;

Sappiamo perfettamente che non è semplice coniugare questi concetti con le necessità reali di

intervento sul Territorio , ma è certamente possibile! Non riteniamo invece accettabile che sia il “metrocubocemento” l’unica unità di misura dello sviluppo socio economico, come sta tuttora avvenendo scriteriatamente in molte zone del nostro straordinario comprensorio di Langhe e Roero.

Indipendentemente, infine, da ogni convenzione, legge o regolamento, auspichiamo che gli Amministratori locali siano intimamente consapevoli e responsabili del fatto che “Il Paesaggio non l’abbiamo solo ricevuto in eredità dai nostri Padri, ma anche in prestito dai nostri figli”.

Pubblicato da “Gazzetta d’Alba” – dicembre 2009