Sul numero 46 di Gazzetta del 9 dicembre è apparso un articolo a firma Matteo Viberti dal titolo “SE IL PANNELLO E’ PIU’ DIFFICILE”, che a nostro avviso – considerata l’estrema importanza dell’argomento - necessita di essere rettificato per alcune inesattezze e completato nelle sue importanti omissioni:
1) il SOLARE FOTOVOLTAICO (impiego di pannelli con moduli al silicio per la produzione di energia elettrica) non ha mai goduto della detrazione d’imposta del 55%. Tale agevolazione spetta invece al SOLARE TERMICO (collettori della radiazione solare per produzione di acqua calda ad uso sanitario o per integrazione del riscaldamento degli ambienti), insieme ad altri interventi di riqualificazione energetica quali il Geotermico, le Caldaie a Condensazione, l’isolamento dell’involucro delle costruzioni ecc.
2) il decreto legge “anticrisi” n° 185 del 29.11.2008, di cui si parla, prevede dal 2009 un tetto limitato di stanziamento, anziché la disponibilità non contingentata come era in passato. La retroattività di tale limitazione inizialmente prevista – e poi ritirata dal Ministro Tremonti– riguardava solo l’anno in corso 2008, mentre tutte le pratiche inoltrate a partire dal 2005 (anno di entrata in vigore della legge del precedente Governo) sarebbero comunque state salvaguardate.
3) La cancellazione della retroattività della restrizione è comunque un rimedio infinitesimo rispetto al danno gravissimo che questo Governo infligge allo sviluppo delle energie rinnovabili: anziché incoraggiarne la diffusione più ampia possibile – come fanno da anni tutti gli altri Paesi Europei – in Italia vi sarà, di fatto, una forte limitazione.
4) il FOTOVOLTAICO offre un’importante agevolazione attraverso il “Conto Energia”: chi installa un impianto di tale tecnologia può operare in regime di “scambio sul posto” cedendo alla rete Enel l’energia prodotta dai moduli nel corso dell’anno. L’aspetto molto interessante è che, allineandosi a quanto già avveniva negli altri Paesi Europei, dal 2007 l’incentivo per ogni kilowattora viene riconosciuto dal Gestore dell‘Energia su tutta l’energia prodotta, e non solo sulla differenza tra quanto prodotto e quanto consumato.
Questa è la situazione reale al momento in base alle  normativa vigente.
Per quanto riguarda poi il problema estetico o di impatto ambientale desideriamo, come Osservatorio del Paesaggio, far emergere alcune distinzioni sostanziali:
un conto sono le modificazione del Paesaggio fatte a puro titolo di speculazione nell’interesse di pochi, con insensato consumo di territorio per costruzioni industriali o residenziali disseminate senza una minima pianificazione d’insieme, come purtroppo sta avvenendo in Langa e Roero.
Ben altro gli interventi che possono in qualche modo alterare il Paesaggio ma che hanno ricadute importantissime sulla collettività: un piccolo impianto fotovoltaico per i fabbisogni domestici (3,5 kw installati) oltre a rappresentare un buon investimento per chi lo adotta permette di non immettere in atmosfera, in 20 anni della sua vita media, circa 40 tonnellate di CO2 (anidride carbonica), 100 kg di NOx (ossidi di azoto e loro miscele) e di evitare il consumo di 15 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio). Sono dati, questi, che non dovrebbero assolutamente sfuggire ai nostri amministratori, come invece spesso avviene, e che dovrebbero spingerli, anche a livello locale, ad incoraggiare la “microgenerazione” energetica.
C’è infine da segnalare un ultimo aspetto, sempre in riferimento all’impatto ambientale: per le nuove costruzioni (ovviamente non per gli edifici storici) sono disponibili sul mercato tegole fotovoltaiche esteticamente molto pregevoli, praticamente indistinguibili da altri tipi di copertura.
Per fare un esempio… “a caso”: se queste fossero state adottate al posto degli orribili “Tetti Blu” di Alba si sarebbe evitato un assurdo scempio al Paesaggio, ne avrebbero tratto sensibile beneficio economico gli occupanti dei complessi residenziali e tutta la cittadinanza per il minor inquinamento atmosferico.
Invitiamo gli interessati ad approfondire l’argomento delle energie rinnovabili contattandoci all’indirizzo: info@odplangheroero.net; saremo ben lieti di fornire i chiarimenti, di natura tecnica o amministrativa, che ci verranno posti