Ritorno a Serralunga: Patrimonio dell’umanità?
Ad oltre un anno di distanza dai primi dibattiti sul nuovo albergo, siamo tornati in quel di Serralunga a verificarne lo stato di avanzamento e valutarne l’inserimento nell’ambiente circostante, sollecitati anche da alcune Associazioni aderenti all’ OdP.
Avevamo infatti preso alla lettera le appassionate difese d’ufficio del sindaco Cabases, che arringava i detrattori dell’intervento, accusandoli di fare “processi alle intenzioni” invitandoli, per dare un giudizio definitivo, ad attendere la fine dei lavori edilizi e la sistemazione ambientale del sito.
In un certo senso Cabases aveva ragione: perché, a cose fatte, il giudizio da parte di chi ha a cuore le sorti del Paesaggio non può che essere ancora più impietoso rispetto a quello iniziale, quando la struttura, in fase di costruzione, era ancora mascherata dalle impalcature e dalle attrezzature di cantiere.
Non entriamo naturalmente nel merito tecnico o estetico del manufatto; non è questa la sede per stabilire se la costruzione sia bella o meno. Il problema è tutto un altro: quel volume immenso, quei 4 piani fuori terra più eventuali sottotetti e magari 1 o 2 interrati, che “sparano” dal meraviglioso profilo collinare, sono un vero e proprio corpo estraneo.
Né serviranno le attenzioni di qualche famoso Architetto Paesaggista a mascherare l’opera del collega Architetto Progettista: il Paesaggio, col suo splendore naturale, avrebbe fatto volentieri a meno di uno e dell’altro.
L’Osservatorio per la Tutela del Paesaggio disapprova e disapproverà sempre questo tipo di interventi che tentano di spacciare per SVILUPPO, i cui benefici ricadono sulla collettività, operazioni di pura SPECULAZIONE, che porta invece vantaggi ai pochi interessati: poco importa, a questo punto, che la costruzione impingui le casse del Comune.
Occorre tenere ben presenti due concetti fondamentali: il paesaggio di Serralunga appartiene, oltre che ai cittadini del Comune e al Sindaco, anche a tutti noi e a tutti quelli che vengono e verranno a visitare le nostre te
rre. Inoltre è sempre bene riflettere sul fatto che operazioni come questa sono una pietra tombale su ambiente, paesaggio, panorami irripetibili: niente sarà più come prima e per sempre.
L’Osservatorio si augura, infine, che, se l’iter per la candidatura UNESCO andrà in porto, esso si accompagni ad un serio e disciplinato consumo ed uso del territorio, impedendo la perdita progressiva delle peculiarità paesaggistiche di Langhe e Roero.



Recentemente con un gruppo di amici abbiamo fatto una passeggiata nella zona di Serralunga e abbiamo avuto modo di osservare l’albergo da tutte le parti, perché il percorso scelto vi gira praticamente intorno, da lontano . Posso confermare che da tutte le angolature l’impatto è molto pesante e difficilmente difendibile…