L’Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero, a nome delle 24 Associazioni culturali ad esso aderenti, ritiene doveroso esprimere il proprio punto di vista relativamente al “Progetto di Candidatura Unesco” di cui molto si è dibattuto ultimamente sulle pagine di molti giornali.
Pur nella consapevolezza della complessità dell’argomento desideriamo sintetizzare il nostro pensiero attraverso i seguenti punti:
1. L’individuazione delle aree oggetto di candidatura fa coincidere il Territorio considerato “PATRIMONIO dell’UMANITÀ” esclusivamente con le aree di eccellenza vitivinicola (quelle che i disciplinari indicano come zone di produzione di vini a DOC e DOCG).
Questo approccio ci appare in contrasto con le definizioni previste all’UNESCO nella sua Convenzione che prevede espressamente possano essere sottoposti a tutela beni costituenti “PATRIMONIO CULTURALE” o “PATRIMONIO NATURALE”, come appare in tutta evidenza dalla lettura dei primi due articoli della Convenzione stessa:
Art. 1 - Ai fini della presente Convenzione sono considerati «patrimonio culturale»:
- i monumenti: opere architettoniche, plastiche o pittoriche monumentali, elementi o strutture di carattere archeologico, iscrizioni, grotte e gruppi di elementi di valore universale eccezionale dall’aspetto storico, artistico o scientifico;
- gli agglomerati: gruppi di costruzioni isolate o riunite che, per la loro architettura, unità o integrazione nel paesaggio hanno valore universale eccezionale dall’aspetto storico, artistico o scientifico;
- i siti: opere dell’uomo o opere coniugate dell’uomo e della natura, come anche le zone, compresi i siti archeologici, di valore universale eccezionale dall’aspetto storico ed estetico, etnologico o antropologico.
Art. 2 - Ai fini della presente Convenzione sono considerati «patrimonio naturale»:
– i monumenti naturali costituiti da formazioni fisiche e biologiche o da gruppi di tali formazioni di valore universale eccezionale dall’aspetto estetico o scientifico;
– le formazioni geologiche e fisiografiche e le zone strettamente delimitate costituenti l’habitat di specie animali e vegetali minacciate, di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico o conservativo,
- i siti naturali o le zone naturali strettamente delimitate di valore universale eccezionale dall’aspetto scientifico, conservativo o estetico naturale.

Per meglio far comprendere la questione alleghiamo la mappa ufficiale delle zone individuate che vanno ad interessare le Province di Cuneo, Asti ed Alessandria : sono evidenti le ben note “macchie di leopardo” candidate a divenire “PATRIMONIO DELL’UMANITÀ” (mentre aree contigue con peculiarità sicuramente più rispondenti ai criteri esposti dagli articoli sopra riportati della Convenzione ne sono escluse!)
L’ODP vede in questo percorso una finalità limitata alla valorizzazione commerciale delle aree interessate e del loro prodotto principale (i vini), cioè una raffinata operazione di Marketing del Territorio.
Verso questa valorizzazione, naturalmente, non si hanno pregiudiziali di sorta, purché essa contempli una rigorosa tutela del paesaggio in questione ed un controllo attento delle modificazioni che potrebbero essere poste in realizzazione.

2. Non è ancora stato chiarito dagli Enti che lavorano alla candidatura se all’interno delle aree individuate (eufemisticamente denominate “macchie”) venga ipotizzata e soprattutto istituzionalizzata una seria normativa, in linea con la legislazione urbanistica vigente, per disciplinare l’uso del territorio.
È noto, anche per esplicita dichiarazione dell’Assessore alle Politiche Territoriali Conti, che la Regione Piemonte è in fase avanzata di elaborazione del Piano Paesaggistico Regionale.
Ad Alba, nel convegno tenuto il 24.10.2007, lo stesso Assessore, parlando dell’azione di tutela che l’Unesco richiede per la candidatura di un sito a patrimonio dell’Umanità, menzionò il Piano Paesaggistico Regionale come lo strumento più confacente a soddisfare le severe esigenze dell’Unesco in materia di tutela e di salvaguardia delle intrinseche qualità di un sito giudicato meritevole di un così rilevante riconoscimento.
Vennero in quell’occasione indicate date per scadenze stringenti ed impegnative relativamente al Piano Paesaggistico e alla candidatura Unesco: aprile 2008, giugno 2008. Ad oggi non si è a conoscenza se tali indicazioni temporali siano da ritenere tuttora valide.
L’Osservatorio chiederà nei prossimi giorni un incontro di approfondimento all’Assessore Provinciale Vito Valsania delegato appositamente dall’Amministrazione della Provincia di Cuneo, nel quale, oltre a definire le problematiche ancora aperte, riproporrà i concetti basilari che costituiscono la visione del problema di tutte le Associazioni ad essa aderenti, concetti che si chiederà vengano applicati soprattutto (ma non solo) all’interno delle aree oggetto di candidatura Unesco:
il Consumo di Territorio, che sta assumendo in Langa e Roero dimensioni spropositate e spesso non motivate da esigenze reali, dovrà essere contingentato, andando ad escludere, ove occorra, siti di particolare interesse culturale e di pregio paesaggistico-ambientale (come del resto previsto dalla Convenzione Europea del Paesaggio);
il Controllo dello sviluppo edilizio, sia residenziale che produttivo, che ha le caratteristiche di un incremento speculativo degli immobili, disgiunto dalle reali esigenze del territorio, dovrà essere attuato con grande oculatezza;
le Tipologie Costruttive, in tutte le zone non soggette a vincoli ed in special modo lungo le dorsali e le sommità collinari, dovranno garantire un inserimento armonico nel Paesaggio circostante per rispettarne quell’unicità che tutto il mondo sa vedere ed apprezzare.
L’Osservatorio è purtroppo consapevole che l’eccellenza del Paesaggio di Langhe e Roero subisce continui e progressivi affronti nell’indifferenza abbastanza generalizzata di chi finge di non capire che tutto questo, nel lungo periodo, avrà ricadute economiche pesantissime su un Territorio a forte vocazione e potenzialità turistiche.
Ad incontro avvenuto aggiorneremo i Lettori sull’esito dell’incontro.