Da Luca Mercalli
Ricevo questo brano da Luca Mercalli. Il pezzo è stato scritto da Chiara Sasso sul n. 5 della testata “Carta”.
SE LO DICE CARLIN PETRINI, presidente di Slow Food, va bene. Petrini, indicato dal Guardian come una delle 50 persone che possono cambiare il futuro del globo, non si è mai risparmiato e più volte ha lanciato accuse sull’avanzare del cemento a discapito della campagna piemontese. Quello che è diventato il movimento Slow Food oggi è presente in cento paesi e sta combattendo contro le multinazionali responsabili di gravi danni per l’ambiente. Ma sono articoli, belle parole. Il Piemonte si vanta di questo concittadino che
ha indicato una strada [e un bel ritorno economico], salvo poi non fermare l’avanzare del cemento. Avanti tutta con i capannoni. Piloni elevati al cielo, mostri, monumenti imperituri alla nostra imbecillità.
Ma piano non le parole. C’è chi può danneggiare l’ambiente, il paesaggio, per sempre, chi può con una delibera distruggere un patrimonio, e chi deve fare attenzione a come si esprime, se uno si lascia prendere dalla passione e anche un po’ dall’ironia, la paga cara.
I fatti. Luca Mercalli da qualche anno ha trasformato la sua vita in un girovagare da un luogo all’altro, per denunciare l’italiamaltrattata.it, raccontare, spiegare ciò che ormai in molti vedono. L’impossibilità di continuare con una crescita infinita. Riconoscere il limite, ormai raggiunto e ampiamente oltrepassato, per via dei vincoli fisici del sistema nel quale è concepito il nostro vivere. «Lo sviluppo non deve essere confuso con crescita: esiste uno sviluppo culturale, scientifico, spirituale, perseguibile anche al di fuori di consumi materiali».
Si può fare, dice Luca Mercalli, perché viviamo in case calde, confortevoli, abbiamo la pancia piena. Per contro, si rischia di fare indigestione e si vomita. Luca è persona pacata, da qualche tempo questi grandi temi raggiungono milioni di persone grazie alla sua presenza in «Chetempochefa» [Rai3]. Il farfallino sottolinea la volontà di smarcarsi da certa volgarità televisiva: se hai gli argomenti riesci a trasmetterli meglio spiegandoli con calma. Sciorinando dati. Spilli che vanno a ficcarsi nella sensibilità delle persone; le urla rimbalzano, non lasciano traccia.
L’ironia è diversa, è uno degli strumenti più alti per la comprensione del mondo. I fatti: Mercalli è invitato per un convegno in un piccolo comune, Bagnolo Piemonte. Per arrivarci attraversa luoghi che erano campi coltivati e che ora parlano solo di morte. Rimane colpito dai 30 ettari violentati dal Piano di insediamento produttivo di Crocera di Barge. Capannoni e cemento, per lo più vuoti, come denuncia l’Eco del Chisone: «Gli imprenditori snobbano Barge, area industriale senza acquirenti».
L’amministrazione di Barge aveva sperato nella nuova area industriale: anche i bargesi hanno diritto ad un’attività produttiva in loco, «non potendosi tutti permettere una spensierata vita bucolica», si legge in quello che sarà l’atto di citazione. Non importa se esistono già dei capannoni vuoti, e l’area si trova a un chilometro dall’Abbazia di Staffarda, uno dei grandi monumenti medioevali del Piemonte.
Mercalli si indigna: «Questi sono atti criminali», ma preferisce l’ironia e commenta con un paradosso: «Qui bisogna prendere il sindaco e metterlo in una gabbia appesa al campanile e lasciarlo appeso con le gambe fuori una settimana». All’allora sindaco di Barge, Mario Picco, non è piaciuto. Denuncia, arriva la sentenza che condanna a pagare, comprese le spese, qualcosa come 15 mila euro. C’è una cifra che un tribunale può conteggiare per risarcire i danni morali. Impossibile invece quantificarne una per chi mette la parola fine alla bellezza di un luogo. «La bellezza - scrive Carlo Fruttero - o più esattamente la percezione di quella bellezza è sparita dal nostro mondo». Il presidente Napolitano a fine anno parlava dell’importanza di essere esigenti verso se stessi. «Contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente, alla tutela del territorio e del paesaggio insidiati da nuove spinte speculative».