Motowalk
Mercoledì30 maggio 2007
Alcune settimane fa è nato nel Roero MOTOWALK – ASSOCIAZIONE ECOCULTURALE ED AMBIENTALE PER LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO ATTRAVERSO DEL MOTOTURISMO”. Questa notizia da una parte ci rallegra perché si constata un comune sentire nei confronti della difesa del Territorio, dall’altra ci preoccupa non poco considerando che lo strumento che si pensa di utilizzare per salvare i nostri boschi siano le motociclette, anche se si trattasse di… “ENDURO EDUCATI E SIGNORILI ( !!!)”. Fermo restando che questi mezzi, parenti strette con le moto da cross, hanno tutti i diritti di circolare, ma solo dove il Codice della Strada permette loro di farlo, resta molto difficile dimostrare la loro compatibilità con il Bosco o i sentieri a forte connotazione naturalistica. Le moto da Enduro, dotate di motori potenti e rumorosi, con pneumatici molto scolpiti e quindi aggressivi nei confronti dello sterrato, con il loro passaggio di fatto impediscono o, quanto meno, condizionano fortemente la fruizione dei sentieri boschivi da parte di chi, vero amante della natura, li percorre a piedi, in mountain-bike o a cavallo. L’inquinamento acustico prodotto è notevole, sia verso i malcapitati che, nel bel mezzo di quella che dovrebbe essere una sana, rilassante passeggiata, si ritrovano a saltare precipitosamente sul bordo del sentiero per lasciar transitare le squadre di moto-enduristi, sia verso la fauna boschiva, prezioso elemento di equilibrio dell’ecosistema.
Ma anche per chi vive nelle case di campagna toccate da questi itinerari la situazione non è certo migliore, costretti a subire i ripetuti, rumorosi passaggi delle moto, al punto da arrivare spesso all’esasperazione. Si aggiunga poi il danno apportato alla praticabilità dei sentieri dallo scavo prodotto dalle ruote di questi mezzi, aggravato dall’erosione delle piogge: queste alterazioni innaturali alla sentieristica del Roero sono già attualmente riscontrabili in molti siti, nei boschi di Monteu, di Castellinaldo e un po’ ovunque. (alcune sommarie riparazioni vengono effettuate da qualche volontario, ma su tratti che coprono parti insignificanti rispetto a quelli danneggiati). Pur riconoscendo le buone intenzioni espresse da MOTOWALK, riteniamo la situazione allarmante: si sta pubblicizzando il Roero come Paradiso dell’Enduro e le conseguenze sono già sotto gli occhi di tutti. Sono ormai numerosi i motociclisti che arrivano dal circondario incuranti delle regole e della buona creanza, aggredendo non solo i sentieri vietati ma anche le malcapitate guardie ecologiche volontarie che tentano di arginare queste incursioni. A questo si aggiungano i casi verificatisi di alcuni contadini esasperati, debitamente provvisti di bastoni, che hanno tentato di scoraggiare i fuori pista dei crossisti e dei non meno invasivi “Quad”. In questa situazione – chiaramente ormai sfuggita di mano sia ai Club che agli stessi Amministratori – sentir parlare di un percorso su strade bianche e sentieri all’interno del Roero per un totale di 80 km ci lascia sgomenti! Nelle intenzioni dei fautori del progetto il percorso “sfiora quasi tutti i Comuni del Roero senza attraversarli, sempre lontano dalle abitazioni e separato dei percorsi naturalistici….” ma questa condizione è, nella realtà, assolutamente impossibile da realizzare. Così come l’idea di regolamentare l’afflusso dei motociclisti istituendo appositi “tesserini” (assegnati poi in che modo?) è fuori da ogni concreta possibilità di controllo. Noi, interpreti di lamentele e preoccupazioni che da più parti si sono levate, proponiamo che su questo che può diventare un grave problema non solo ambientale ma anche di ordine pubblico si agisca secondo i seguenti criteri:
1) Le Amministrazioni Comunali affrontino la situazione coinvolgendo la Comunità Collinare per individuare senza equivoci i percorsi agricoli ed i percorsi naturalistici NON COMPATIBILI con il transito delle moto: in modo particolare il sentiero “ S1” (in ottemperanza alla legge regionale n° 32). A tale proposito ci proponiamo come interlocutori esterni per collaborare alla mappatura di questi percorsi in modo da rappresentare per quanto possibile l’interesse di tutti.
2) Venga attivata un’adeguata sorveglianza con il coordinamento dei soggetti interessati: Carabinieri – Guardie Forestali - Guardie Ecologiche volontarie.
Ci auguriamo che questo nostro appello non resti inascoltato e che già i vari Motoclub a livello locale dimostrino un minimo di concreta attenzione per l’Ambiente: gli 80 kilometri di itinerari per Enduro, Cross, Fuoristrada, Quad e quant’altro costituirebbero puro divertimento per pochi ma danno reale per tutto il Territorio Roerino ed i suoi abitanti.
Canale Ecologia - Gino Scarsi
A seguito della pubblicazione di questo articolo l’associazione Motowalk ha preso contatti con l’Osservatorio e mercoledì 04 luglio 2007 alle 21 c’è stato un incontro sull’argomento trattato. Vedi Comunicato stampa n. 3
Se l’enduro è fatto con il cervello, senza correre è molto utile al bosco perchè mantiene buoni i sentieri che altrimenti non sarebbero agibili a piedi. Articolo alquanto di parte e scritto da una persona che non conosce e non vuole conoscere il mondo enduro.
P.s. nei percorsi enduro MAI incontrato ne mtb, ne gente a piedi, ne a cavallo. Inoltre tutti i solchi che ci sono nei sentieri sono causati dalle piogge e non dalle moto (lo sa quante moto devono passare per creare un solco nel terreno battuto di un sentiero?)