Lettera al presidente della Comunità Montana Alta Langa
martedì 24 aprile 2007
Gentilissimo Direttore,
Abbiamo letto con grande interesse la lettera del Presidente della Comunita’ montana Alta Langa, signor Barbero, sulla nuova “Guida” per le ristrutturazioni ed i recuperi dell’architettura tradizionale e rurale, alla quale dovranno (o potranno?) ispirarsi i 21 comuni aderenti.
Ma nonostante la lettura molto attenta del testo della lettera – nella quale si parla esclusivamente di riparazioni e ristrutturazioni, e non di nuovi interventi - non abbiamo capito a quale problema questa iniziativa si proponga di porre rimedio: forse alle ristrutturazioni mal fatte? Sarebbe già qualcosa, ma il problema della Tutela del Paesaggio di Langa ha ben altre cause, ben altra gravità e richiede ben altre soluzioni!
Premettiamo intanto che di Guide, Manuali, Studi, Piani e Pubblicazioni di questo tenore è già stata realizzata negli ultimi anni una produzione imponente da parte della Regione Piemonte, Province ed Enti vari: tutte iniziative pregevolissime che nella stragrande maggioranza dei casi vengono regolarmente ignorate (la stessa “Guida” citata nella lettera è già stata presentata nel luglio del 2006, ma è tutto da verificare come e quanto, concretamente, sia finora servita).
A chi volesse informarsi sull’argomento ne segnaliamo una, molto interessante, corposa (144 pagine), redatta nell’anno 2000 in modo impeccabile dall’Assessorato ai Beni Ambientali: “CRITERI ED INDIRIZZI PER LA TUTELA DEL PAESAGGIO”, scaricabile dal sito ufficiale della Regione Piemonte all’indirizzo internet:
www.regione.piemonte.it/montagna/dwd/manuale.pdf
La realtà è che tutti questi lavori sono serviti a ben poco, perché essi non hanno carattere di LEGGE ma di indirizzo, di puro e semplice “consiglio”. Quindi i Comuni, nell’elaborazione dei loro Piani Regolatori e relative varianti, possono ispirarvisi o meno, senza che nessuno possa loro contestare alcunché!
Il vero dramma del Paesaggio di Langa e Roero – perché di dramma si deve cominciare a parlare – sta proprio qui: ogni Comune può disporre liberamente del proprio territorio dandosi la regolamentazione urbanistica che più gli aggrada, senza dover rendere conto ad alcuno – a parte gli ovvii, banali adempimenti burocratici, sempre perfettamente ottemperati! Le Associazioni Culturali e Naturalistiche che si sono unite nel neo-costituito “Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langa e Roero” pensano sia venuto invece il momento di voltare pagina: basta col “Paesaggio fai-da-te”, con interventi urbanistici e residenziali fatti da ciascun Comune in totale autonomia, senza il minimo collegamento con i Comuni confinanti, senza una visione d’insieme, di una strategia sull’uso del Territorio nella sua globalità. La soluzione può avvenire solo quando negli Amministratori locali subentrerà una consapevolezza del problema-paesaggio ancorato saldamente a tre principi:
1) DOVE
esistono dei luoghi nei quali, per le loro caratteristiche di eccellenza ed unicità paesaggistica, storica, culturale, naturalistica NON si deve costruire.
La legge Regionale n° 56 del 1977 prevede espressamente (art 13):
“Sono inedificabili le aree da salvaguardare per il loro pregio paesaggistico o naturalistico, o di interesse storico, ambientale o etnologico…..”
Un articolo successivo della legge medesima (N° 24) rafforza il concetto conferendo potere ai Sindaci di:
“individuare tramite il Piano Regolatore Generale, sull’intero territorio comunale, i siti culturali ed ambientali da salvaguardare…
completando il tutto con ulteriore messaggio agli Amministratori:
“il Sindaco, con apposita ordinanza, può disporre l’esecuzione delle Opere necessarie per il rispetto dei valori ambientali compromessi da incauti interventi…”
Quanti, chi, nel Comuni de nostro Territorio, si è assunto finora queste responsabilità?
2) QUANTO
Stiamo assistendo ad un “consumo” di territorio spropositato e spesso immotivato: quanti capannoni (spesso vuoti), quante villette a schiera sulle nostre colline, sui crinali, disseminate in modo sproporzionato, illogico e disordinato, in attesa per anni di incauti compratori?
3 ) COME
Solo dopo aver soddisfatto le condizioni precedenti è giusto preoccuparsi degli aspetti operativi. Ma è fortemente riduttivo prestare attenzione unicamente ai recuperi e alle ristrutturazioni delle preesistenze: è indispensabile invece promuovere l’adozione di criteri comuni inerenti le tipologie costruttive e le modalità di intervento DEL NUOVO, affinché questo assicuri congruenza con le specificità ineguagliabili delle zone collinari di Langa e Roero.
La nostra visione, già espressa in sede di presentazione alla Stampa del nostro Organismo (15 marzo scorso) è che il Paesaggio delle nostre zone debba essere tutelato non solo per le sue innegabili valenze estetiche e culturali, ma perché esso rappresenta anche una formidabile occasione di crescita delle risorse economiche collettive, in buona parte legate all’enogastronomia ed alle conseguenti potenzialità turistiche.
Prendiamo quindi spunto dalla lettera del signor Barbero per chiedere dalle pagine di “Gazzetta d’Alba” un incontro con la Comunità Montana da lui presieduta, insieme a quei Sindaci sensibili a queste problematiche.
Potremo insieme confrontare i diversi punti di vista e tentare di formulare soluzioni funzionali sia alle indispensabili modificazioni del Territorio sia alla tutela delle sue caratteristiche Paesaggistiche, coinvolgendo gli organi istituzionali di Provincia e Regione preposti al controllo del Territorio.
In tale occasione gradiremmo anche ci venissero illustrati i programmi che la Comunità Montana Alta Langa intende attuare nello spirito indicato nella chiusura della lettera relativi alla “crescita culturale di sensibilità rivolta agli operatori, amministratori….”
Attendiamo quindi con interesse notizie in merito dalla Comunità Montana, ringraziamo per l’ospitalità e formuliamo i nostri più cordiali saluti.
O.D.P. - Osservatorio per la tutela del Paesaggio di Langhe e Roero - Il responsabile della Comunicazione/Franco Bartocci
A seguito della lettera Franco Bartocci ha incontrato il Presidente della Comunità Montana Alta Langa il 13.06.2007