BRA SEMPRE PIU’ BRUTTA E INVIVIBILE ?
E’ tempo di guardare con preoccupazione alla situazione urbanistica della nostra città. Mentre i tempi del nuovo piano regolatore si allungano all’infinito, l’attuale Piano mostra maglie sempre più larghe, allentate da 25 varianti (o 27 o 28?). Questo significa nei fatti una crescita non programmata, non strategica ma disordinata della città, un’esplosione di cantieri edilizi che vanno a riempire tutti i mappali, nessuna attenzione agli spazi pubblici, alle necessarie infrastrutture, al verde, alla viabilità o più in generale alla vivibilità dei cittadini.
Il fatto è che le costruzioni una volta erette stanno lì per anni e cambiano profondamente l’uso ed il profilo della città, incidendo sulla funzione pubblica della stessa e sulla qualità della vita di tutti, per l’assenza dei contenuti urbani e di un’immagine identificativa. Se là dove c’era una villa con un giardino nasce un anonimo palazzone, l’identità di quel luogo muore, insieme ai ricordi delle persone: perché i ricordi non possono prescindere dai luoghi, in quanto vi sono associati. Ecco perché i luoghi, così come la memoria, riguardano da vicino l’identità delle persone. Quanti di questi luoghi sono già morti nella nostra città?
La responsabilità sociale dell’architettura, ben chiara ai grandi progettisti come Renzo Piano, pare completamente ignorata dai nostri amministratori, che spesso coincidono con i progettisti stessi, con il risultato che manca sempre di più il rispetto per la qualità della città, per il bello e per la nostra identità di braidesi.
I nostri padri nel tempo ci hanno lasciato una città armoniosa, ricca di monumenti, di chiese, di giardini, che ancora oggi la rendono identificabile (Bra città barocca), pubblicizzata. A questa città del passato ci si riferisce quando si indica Bra come luogo “turistico di eccellenza”; ad essa si appella il PISL voluto dalla nostra amministrazione con cui si chiedono finanziamenti per un progetto di città culturale.
E’ coerente con tutto questo l’assunzione di decisioni che tendono a cancellare la memoria e l’identità; così quale città (e quali risorse) pensiamo di lasciare ai nostri figli?
Ricordiamo che un luogo e un paesaggio esistono soltanto grazie alla cura di chi li conosce e se ne fa carico: noi, per quanto accecati dal demone della facilità (oggi è certamente molto più facile, più veloce e più redditizio costruire rispetto al passato), non possiamo fare a meno di questa cura e di questa attenzione. Dobbiamo essere consapevoli che la qualità della nostra vita dipende anche dalla qualità del paesaggio, ma questa è qualcosa di fragile e basta poco ad offenderla per sempre. Ecco perché intervenire ora sulla città, sul paesaggio (già molto modificato) è una grande responsabilità, che richiede un atteggiamento ispirato a senso della misura ed a eticità.
E’ etico tollerare che un errore materiale mai corretto permetta ancora oggi di edificare sulla collina storica di Bra come se fosse pianura? Si può non considerare centro storico il luogo dove la memoria storica ci indica uno dei centri religiosi della città medievale e barocca, dove sorgevano un tempo ben due delle tre parrocchie, sant’Antonino e san Giovanni? I braidesi che hanno a cuore la loro città, che affollano le serate di presentazione della rivista storica Bra o della felicità, come possono accettare che un altro luogo sia pesantemente aggredito con un palazzo di 12 alloggi, con il suo seguito di traffico? Mentre è sempre più chiara l’esigenza di un centro storico pedonale, altre auto andranno a intasare quelle stradine (Via San Giovanni Battista, il Balau) e quella storica piazzetta, nate per percorsi a piedi! Mentre l’attenzione alla storia della città richiederebbe uno studio dei numerosi crutin con i loro affascinanti itinerari, altro cemento potrebbe annientarne qualcuno, dopo la dolorosa e (speriamo) parziale distruzione della mitica cantina del Rusi, che è lì vicina!
Una città sana non può che rifiutare ed espellere decisioni di questo tipo. E’ la nostra ancora una città sana?
16 luglio 2007
IreneCiravegna - Italia Nostra Sezione di Bra